Il cetaceo di Noepoli
Cosa resta, al mattino, di quello che la mente costruisce di notte? Venticinque sogni - figure reali e immaginarie, paesi tra Abruzzo e Basilicata, palazzi del potere e tavoli del G8 - ordinati come capitoli di un saggio narrativo. Una geografia della coscienza tenuta insieme dall''esegrasmo: il piacere di capire ciò che il giorno non basta a contenere.
Antonello Libonati (1984), di origini lucane, vive e lavora tra Abruzzo e Marche. Si occupa di governance e di organizzazione in ambito aziendale: quell’architettura invisibile che regge le decisioni, distribuisce il potere e definisce le responsabilità. Da qui nasce la sua attenzione al linguaggio come materia che dà forma alle cose.
"Il cetaceo di Noepoli" è la sua prima opera letteraria. Nasce da una pratica privata: trascrivere i sogni ogni volta che ne resta addosso la traccia emotiva, e poi lavorarli per annotazione e montaggio fino a farne materia narrativa.